Demolizione di opere edilizie abusive, la normativa

Coloro che hanno costruito illegalmente una struttura edilizia devono indubbiamente procedere con la demolizione, anche nel caso in cui son trascorsi nel frattempo diversi anni e se questo illecito risulta ormai essere caduto in prescrizione.
Questo significa che se nel corso degli anni ci si trovi di fronte ad un cambio di proprietario di quell’immobile, il nuovo dovrà procedere con l’abbattimento dello stabile, seppur essendo all’oscuro dell’azione illegale compiuta in precedenza dal vecchio intestatario.
Però c’è da precisare che il nuovo proprietario non avrà la colpa dal punto di vista penale che, invece, è correlata al precedente intestatario. L’unica cosa che potrà fare sarà quella di far valere le sue motivazioni nei riguardi di coloro che gli hanno venduto la proprietà e della eventuale agenzia che ha fatto da tramite per la vendita.

In più se il proprietario ha provveduto ad iniziare un procedimento di condono, in quel caso la decisione di smantellamento non verrà applicata. Bisogna tenere presente, però, che questo genere di compromesso vale soltanto in specifiche situazioni.
Infatti può concretizzarsi quando lo stabile non risulti essere un impedimento per il piano regolatore valido durante la costruzione e quando si richiede la sanatoria.
Il “Ddl As 580/B” rappresenta le ordinazioni inerenti le regole che si devono effettuare per poi procedere con la demolizione di abusi edilizi.
A tal proposito ci sono delle ditte con un bagaglio di esperienza enorme che si dedicano proprio a questo tipo di attività: demolire sia strutture civili che industriali basandosi sulla realizzazione di tecniche all’avanguardia.
Dunque è sempre preferibile affidarsi ad aziende grandemente esperte in questo settore, facendo così svolgere i lavori a team preparati.
Il proposito del Ddl è quello di assicurare conformità assoluta per quanto concerne il procedimento per demolire.
E’ di rilevante importanza quindi andare a localizzare i parametri che risultano essere prioritari ed ai quali il Pubblico Ministero deve adeguarsi. Ciò per permettere l’attuazione di disposizioni di tipo giurisdizionale di pena per edilizi illegali.
I princìpi per l’adempimento dell’abbattimento stabilito giudizialmente dopo la condanna dell’illecito vengono poi consegnati al Procuratore della Repubblica.
Quest’ultimo nella sua decisione dovrà dare una appropriata importanza a precisi elementi, ovvero dare rilevanza prima di tutto a quegli stabili che ad esempio hanno:

  • un considerevole influsso ambientale;
  • che sono stati edificati su una zona pubblica o su un luogo che è stato sottoposto ad una restrizione dell’ambiente in generale;
  • edifici che costituiscono un grande rischio per la vita delle persone;
  • costruzioni che appartengono ad individui coinvolti con reati criminali e che son stati per questo condannati.

Tra tutte queste tipologie indicate poc’anzi, il Giudice andrà a mettere in primo piano principalmente quegli immobili che risultano essere ancora incompleti oppure quelli in cui non ci abita nessuno.
Per quanto riguarda l’abbattimento di quegli stabili “comunali”, di ciò dovrà occuparsene il “Prefetto”.
E’ fondamentale che egli si attenga alle regole di mettere in rilevanza prima di tutto quegli edifici che rovinano in qualsiasi modo l’aspetto ambientale.

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